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]]>L’attitudine del corpo riflette quello della mente e viceversa.
Durante il lavoro aperto a tutte/i dai 16 anni in poi, si dà la possibilità di scoprire le proprie potenzialità sul movimento e far emergere la propria bellezza.
Ogni corpo ha la sua caratteristica unica, la sua storia da raccontare.
Le tecniche usate provengono da una lunga esperienza del mondo della danza, del teatrodanza e delle Arti Performative.
La Realise Technique, Floor-Work, Metodo Feldenkrais, Contact Improvisation, fanno parte del proprio percorso e sono stati elaborati in una metodologia personale durante le classi e i workshop.
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https://vimeo.com/219520934
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]]>ISCRIZIONI APERTE DURANTE L’ANNO 2025
MARTEDÌ ore 18.00/19.00 a Locarno/Muralto
Studio “PORTALE” Via Professor Mariani 1a
Venerdì ore 17.00/18.00 a Locarno/Muralto
Studio “PORTALE” Via Professor Mariani 1a
_________________________________________________________________________________________________________________________________________
MERCOLEDÌ MATTINA
ore 09.00/10.00 (SOLO PER MUSICISTI E CANTANTI)
Corso online con Skype
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Nel contatto non cerco niente dalla persona che tocco; sento soltanto ciò di cui ha bisogno, e ciò che posso fare in quel momento per farla stare meglio. M. Feldenkrais
Nel lavoro individuale di Integrazione Funzionale l’insegnante tocca e muove la persona in maniera rispettosa e non invasiva, per portarla con gentilezza a diventare consapevole dei propri processi motori, per accompagnarla a scoprire alternative e nuove possibilità di movimento e per aiutarla ad integrare gli aspetti corporei, emotivi e mentali in un tutto unico, armonico e funzionale. Il tocco e il movimento generano un contesto di apprendimento e di possibile cambiamento. L’insegnante è esperto nel sentire con le mani le resistenze che lo studente ha ad eseguire schemi motori semplici ed ideali e impara come lo studente si è organizzato nel corso degli anni dal punto di vista motorio.
Il profondo rilassamento che ne consegue è il risultato di un’armonizzazione tonica dell’apparato muscolare che regola il movimento funzionale. Uno dei commenti che più frequentemente fanno gli studenti: “E’ incredibile che un tocco così delicato e dolce porti dei cambiamenti così grandi”.
Le lezioni di Integrazione Funzionale si svolgono generalmente su un lettino con l’ausilio di cuscini, rulli e coperte che rendono confortevole la situazione dell’allievo anche in presenza di dolori e di limitazioni di movimento. L’allievo è comodamente vestito e può scegliere egli stesso la posizione in cui preferisce lavorare.
La terapia CranioSacrale è una terapia manuale per valutare e trattare il sistema craniosacrale all’interno del quale funziona il cervello ed il midollo spinale. Sviluppato dal Dr. John Upledger, D.O., O.M.M., questo genere di terapia manuale stimola i meccanismi di autoregolazione del corpo per aumentare la funzionalità del sistema nervoso. Fa sparire le influenze negative dello stress, rafforza la resistenza alle malattie e sostiene la salute.
Del sistema craniosacrale, fanno parte le membrane ed il liquido cerebrospinale che circondano e proteggono il cervello ed il midollo spinale. Il sistema si estende dalle ossa della scatola cranica e della faccia, fino alla parte sacrale. Uno squilibrio oppure una restrizione all’interno di questo sistema può provocare delle disfunzioni sensoriali, motorie oppure altri problemi neurologici. Questi problemi a loro volta possono generare dolori cronici, deficit visivi, scoliosi, emicranie, disturbi di coordinazione, difficoltà di apprendimento ed altre conseguenze spiacevoli.
La terapia CranioSacrale è anche un ottimo strumento di controllo e di prevenzione a cui ricorrere periodicamente nel corso della vita.
Ogni sintomo, che può provenire da un possibile malfunzionamento del sistema nervoso o ormonale, ci induce ad esaminare lo stato del sistema craniosacrale e di trattarlo con l’aiuto della terapia craniosacrale.
Questo metodo terapeutico è consigliato per qualsiasi età, tanto ai neonati che agli anzianai.
L’obiettivo del trattamento e quello di liberare strutture articolari bloccate al fine di ristabilire il ritmo craniosacrale (respiro primario). Il trattamento si svolge in un’atmosfera rilassata con il cliente sdraiato sul lettino comodamente vestiti.
Consigliamo almeno 5 sedute per fare si che il terpista possa farsi un’idea delle tensioni sulle diverse strutture. Dipende molto da individuo a individuo quante sedute saranno necessarie. È importante lasciare tempo ai processi che si presentano di svolgersi con il ritmo che il corpo richiede.
Una seduta dura più o meno un’ora. Nei neonati e nei bambini la durata è inferiore.
La terapia craniosacrale non è invasiva o manipolativa, essa non provoca quindi dolore. Ciononostante possono sorgere dei malesseri dopo la seduta. Questi possono avere diverse origini: traumi o ferite del passato possono dare manifestazione di dolore mentre il tessuto li rilascia o si riassesta. Questi disturbi possono perdurare uno o due giorni. Un’altra causa può essere dovuto ad alcune parti del corpo che risorgono dall’insensibilità e possono in un primo momento risultare più sensibili. Questo è però un segnale che l’organismo si modifica e sta trovando un nuovo equilibrio.
Anatomicamente un tumore, un aneurisma e tutte le patologie che provocano un aumento della pressione intracranica possono rappresentare una controindicazione. Pazienti che hanno subito un infarto non dovrebbero sottoporsi alla terapia finché non saranno stabilizzati. Dopo un’operazione si consiglia di attendere 48 ore prima di sottoporsi a trattamento.
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L’insegnante guida il gruppo degli allievi dando indicazioni che li orientano a un’osservazione attenta del corpo in movimento. È un’esplorazione di nuove possibilità che permettono di liberarsi degli schemi abituali.
Rispettando le modalità e i ritmi di ognuno, l’insegnante accompagna il gruppo verso un ascolto concentrato e a un’esplorazione di sé molto approfondita alla ricerca di quei cambiamenti che si producono durante il processo. Poiché il movimento è presente nei processi che coinvolgono percezione, pensiero, e immaginazione, durante la Cam la persona è interamente coinvolta. Le sequenze proposte dall’insegnante guidano di volta in volta all’esplorazione di articolazioni, muscoli, respirazione, relazioni tra le parti del corpo e spesso ripercorrono le tappe dello sviluppo motorio individuale. Con movimenti semplici, piacevoli e accessibili a tutti, anche se a volte inusuali, le lezioni di Cam portano ognuno ad arricchire il proprio repertorio motorio, a ridurre il dispendio di energie e a migliorare l’efficacia delle proprie azioni.
https://www.feldenkrais.ch/it/metodo-feldenkrais/indicazioni/nello-sport/
Il Metodo Feldenkrais gode di crescente considerazione in ambito scientifico ed è più attuale che mai grazie alla sua importanza data alla neuroplasticità.
Ciò che scrisse Feldenkrais già nel 1948, ha ormai trovato conferma presso gli scienziati di diversi orientamenti. Norman Doidge lo descrive nel suo bestseller “Le Guarigioni del Cervello” (2015) come uno dei primi neoplastici e gli dedica un centinaio di pagine nel suo libro di grandissima attualità.
Dr. Esther Thelen, probabilmente la più nota specialista mondiale dello sviluppo motorio infantile, sbalordì il mondo scientifico, quando negli anni 80 riuscì a dimostrare ciò che aveva affermato Feldenkrais già nel 1948, ovvero che ogni bambino impara a camminare a modo suo, attraverso tentativi ed errori, e non attraverso un programma codificato, identico per tutti gli esseri umani. Dr. Esther Thelen fu talmente affascinata dalla lungimiranza di Feldenkrais che decise di seguire lei stessa la formazione Feldenkrais.
Alcuni anni fa il Prof. Dr. Gerald Hüther, neurobiologo e direttore di lunga data del dipartimento di ricerca neurobiologica di base della Clinica psichiatrica dell’Università di Göttingen, Germania, scrisse:
“Come mostrano i recenti risultati della ricerca sul cervello, le esperienze vengono sempre ancorate e abbinate tra loro a livello cognitivo, emozionale e fisico attraverso corrispondenti modelli di risposta (Embodiment).
Per tale ragione, qualsiasi tentativo successivo di migliorare la capacità di gestione dello stress mediante programmi di formazione cognitiva sarà inesorabilmente condannato a fallire, se non vengono contemporaneamente integrati anche i livelli emozionale e fisico.
Il [MF] è un metodo straordinariamente adatto a questo scopo, che ha già dato prova della sua efficacia in decenni di applicazione pratica.”
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]]>La terapia CranioSacrale è anche un ottimo strumento di controllo e di prevenzione a cui ricorrere periodicamente nel corso della vita.
Ogni sintomo, che può provenire da un possibile malfunzionamento del sistema nervoso o ormonale, ci induce ad esaminare lo stato del sistema craniosacrale e di trattarlo con l’aiuto della terapia craniosacrale.
Questo metodo terapeutico è consigliato per qualsiasi età, tanto ai neonati che agli anzianai.
L’obiettivo del trattamento e quello di liberare strutture articolari bloccate al fine di ristabilire il ritmo craniosacrale (respiro primario). Il trattamento si svolge in un’atmosfera rilassata con il cliente sdraiato sul lettino comodamente vestiti.
Consigliamo almeno 5 sedute per fare si che il terpista possa farsi un’idea delle tensioni sulle diverse strutture. Dipende molto da individuo a individuo quante sedute saranno necessarie. È importante lasciare tempo ai processi che si presentano di svolgersi con il ritmo che il corpo richiede.
Una seduta dura più o meno un’ora. Nei neonati e nei bambini la durata è inferiore.
La terapia craniosacrale non è invasiva o manipolativa, essa non provoca quindi dolore. Ciononostante possono sorgere dei malesseri dopo la seduta. Questi possono avere diverse origini: traumi o ferite del passato possono dare manifestazione di dolore mentre il tessuto li rilascia o si riassesta. Questi disturbi possono perdurare uno o due giorni. Un’altra causa può essere dovuto ad alcune parti del corpo che risorgono dall’insensibilità e possono in un primo momento risultare più sensibili. Questo è però un segnale che l’organismo si modifica e sta trovando un nuovo equilibrio.
Anatomicamente un tumore, un aneurisma e tutte le patologie che provocano un aumento della pressione intracranica possono rappresentare una controindicazione. Pazienti che hanno subito un infarto non dovrebbero sottoporsi alla terapia finché non saranno stabilizzati. Dopo un’operazione si consiglia di attendere 48 ore prima di sottoporsi a trattamento.
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